Castello Mediceo di Ottaviano

Nello scorso secolo dopo un lungo periodo di abbandono, il castello mediceo balzò all’attenzione della cronaca perché fu acquistato dal boss della NCO, Raffaele Cutolo. La famiglia di Cutolo comprò il castello Mediceo ad Ottaviano, per una spesa di diversi miliardi di lire dell’epoca, presto adibito a quartier generale della NCO, che Cutolo provvedeva a dirigere direttamente dalle carceri di Poggioreale e di Ascoli Piceno. In tutte le carceri in cui fu trasferito, Cutolo condusse sempre una vita molto agiata: si è sostenuto che la sua cella di Poggioreale avesse addirittura la moquette ed un prestigioso quadro alla parete. Sul fronte principale, abbiamo notato che èil portale è privo dello stemma: sembra che fu asportato , successivamente alla confisca del castello ai Cutolo, per conto di nuovi boss camorristici, usciti vincenti da faide intestine, come ‘scalpo’ del vecchio monumento della NCO. Attualmente il Castello è stato restaurato in parte (il secondo piano è ancora in attesa di lavori) e ospita la sede del Parco nazionale del Vesuvio. I pentiti riferirono agli inquirenti che all’interno dell’organizzazione vi era un vero e proprio culto per “Il Sommo” don Rafaè’ (anche soprannominato “Vangelo” e “San Francesco”); i proventi di un qualunque “lavoro” (attività illegale) dovevano essere suddivisi tra gli autori, Cutolo stesso, ed una “cassa comune” destinata al mantenimento delle famiglie dei carcerati ed al pagamento degli studi dei loro figli più promettenti.
Nel 1085 il Castello ospitò il Papa Gregorio VII e nel 1304 fu distrutto da Carlo D’Angiò per essere poi ricostruito a partire da 1567 da Bernadetto dè Medici. Nel 1567 i Medici la comprarono per 50.000 ducati da Cesare Gonzaga. Giuseppe I Medici, che fu uno dei personaggi più significativi della Napoli vicereale sul declinare del secolo XVII e del potere spagnolo, avviò la trasformazione della cupa fortezza in un “palazzo di campagna”: e qui visse molta parte della sua lunghissima vita. Situato a 300 metri s.l.m. ai margini dei boschi di aceri e lecci del monte Somma il castello “de’Medici di Ottaviano è sicuramente una delle emergenze architettoniche più significative del parco nazionale del Vesuvio. Il nucleo originario del “castrum” fu costruito intorno al X secolo su di uno sperone arenoso, in una posizione difficilmente accessibile e di facile controllo della valle sottostante. Le indagini archeologiche avviate nel 1947 da Amedeo Maiuri hanno peraltro documentato l’esistenza nell’area di un piccolo insediamento accentrato sorto sulle strutture di Villae rustiche dalle quali provengono i marmi reimpiegati nella costruzione dell’impianto difensivo. Il castello assunse un ruolo primario alla fine del XI secolo e fu teatro di intrighi politici e di lotte per la conquista dell’Italia meridionale da parte dei Normanni. Nel giugno dell’anno 1084 Roberto il Guiscardo e papa Gregorio VII giungevano al castello di Ottaviano ospiti del potente feudatario locale. Ristrutturato in epoca sveva dal conte Tommaso D’Aquino il fortilizio fu confiscato dagli Angioini ed entro a far parte del regio demanio.

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Il malessere esploso in coincidenza della guerra del Vespro determinò nella cittadina una situazione incandescente con continue e sanguinose rivolte contro i rappresentanti dell’amministrazione angioina. L’uccisione di un ambasciatore di regio Pietro Dentice inviato nel 1304 da Carlo II per sedare dei tumulti provocò la reazione particolarmente violenta della Corona: il castello e il borgo rasi al suolo da Carlo Lagonessa e gran parte degli abitanti uccisi o deportati. Una vera e propria opera di ricostruzione del maniero fu avviata solo a partire dal XV secolo con Guerello Orilia e poi con il potente Raimondo Orsini divenuto feudatario di Ottaviano nel 1419. I lavori indirizzai a potenziare i sistemi di difesa comportano anche l’adeguamento delle strutture alle mutate tecniche belliche. Nulla però rimane di quell’importante intervento architettonico, in quanto a partire dal 1567 Don Bernardetto de’Medici che aveva comprato Ottaviano da Cesare Gonzaga per 50.000 ducati promosse una grande opera di ristrutturazione della fabbrica monumentale. L’antico castello perde, quindi, il suo carattere e la sua funzione tradizionale per acquisire l’aspetto di residenza signorile in grado di accogliere degnamente gli eredi del nobile casato toscano. Le numerose e anguste aperture difensive furono sostituite da ampie finestre e balconi incorniciati da larghi stipiti e architravi in piperno scolpito. Il fronte principale sul lato est fu successivamente decorato con una fastosa decorazione in stucco messa in risalto dai recenti restauri. Dal monumentale portale su cui troneggiava lo stemma mediceo si accede alla corte interna che ha conservato il suo aspetto tardo-rinascimentale. Una maestosa scalea di impronta sanfeliciana consente di accedere al paino nobile decorato con preziosi soffitti e affreschi, commissionati dal principe Giuseppe III al pittore Angelo Mozzillo alla fine del Settecento. Notevoli sono anche le scuderie e i giardini che Giuseppe III de’medici aveva arricchito secondo la moda del tempo di fontane, ninfe, piante esotiche ed essenze arboree di grande pregio.